Un’esperienza basata sulla percezione
Questo progetto nasce dal desiderio di costruire uno spazio che non si limiti a essere osservato, ma che possa essere attraversato. Un luogo capace di essere vissuto nel tempo, lasciando che sia l’esperienza a fare da guida.
L’idea non è ricreare Versailles o replicare un immaginario storico, ma tradurne il principio più profondo: trasformare il tempo in esperienza. Il tempo non è lineare, ma ciclico. Solstizi ed equinozi diventano soglie, momenti di passaggio in cui lo spazio cambia insieme alla luce, ai materiali e alla percezione del corpo.
Il progetto prende forma come un percorso immersivo scandito dalle stagioni: una primavera tattile e iniziale, un’estate sospesa e dilatata, un autunno materico e sonoro, un inverno dinamico e in trasformazione. Come a Versailles, lo spazio diventa sequenza, ritmo, costruzione di significato attraverso percorsi e attesa. Perché, più della forma finale, ciò che conta è l’esperienza che rimane. Tutto il resto, come le stagioni, continua a cambiare.